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Le principali specie fungine in grado di creare problemi nel campo dell’alimentazione uma na quanto in quella animale appartengono ai generi Fusarium, Aspergillus e Penicillum. Il mais è la specie vegetale considerata più sensibile all’infestazione, mentre il riso è la meno sensibile.

Fusarium produce una grande varietà di micotossine, le più tossiche sono le fumonisine, lo zearalenone e i tricoteceni quali deossinivalenolo (DON), nivalenolo e la tossina T2. Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato come la tossicità, la biodisponibilità e i meccanismi d’azione varino in funzione delle specie animali colpite, ad esempio nei suini lo zearalenone causa problematiche riproduttive mentre il DON è noto per diminuire l’ingestione. Esistono inoltre molte altre micotossine, dette non normate, i cui effetti sono meno conosciuti. Tra queste l’acido fusarico, che potrebbe avere effetti neurotossici e potenziare l’effetto di altre micotossine come il DON o le fumonisine. Spesso, infatti, le micotossine si presentano assieme in un quadro di co-contaminazione o contaminazione multipla: recenti studi mostrano come il 72% dei campioni analizzati sia di materie prime che di mangimi risultano positivi per almeno una micotossina, mentre il 38% presenta una co-contaminazione da parte di più micotossine. Recentemente uno studio ha considerato 524 campioni di mangime per suini e ha rilevato 235 differenti metaboliti, comprese le micotossine standard. Scopo di uno studio effettuato da due Istituti della Facoltà di Medicina Veterinaria Lubiana (Slovenia): Patologia, fauna selvatica e produzioni ittiche e Sicurezza alimentare assieme all’Istituto di Patologia della Facoltà di Medicina Umana sempre di Lubiana, è stato quello di determinare se un mangime naturalmente contaminato da micotossine del tipo DON, zearalenone e acido fusarico fosse in grado di determinare alterazioni istopatologiche e una differenza nel numero di cellule apoptotiche e dell’indice di proliferazione nel fegato delle scrofette e dei loro suinetti. I livelli di contaminazione sperimentati sono stati i seguenti: DON (5,08 mg/kg), zearalenone (0,09 mg/kg) e acido fusarico (21,6 mg/kg). Le scrofette sono state alimentate con la dieta sperimentale per 54 giorni nell’ultima fase della gravidanza e sino a una settimana dopo lo svezzamento dei suinetti. Quindi, i fegati delle scrofette e dei loro suinetti sono stati valutati per le variazioni istopatologiche, l’apoptosi e la proliferazione degli epatociti. In merito all’istopatologia, le scrofette da rimonta, alimentate con la dieta sperimentale, mostravano un aumento statisticamente significativo nelle necrosi e nell’apoptosi epatocellulare oltre che un aumento dei quadri infiammatori a carico del fegato. Anche la quantità di tessuto connettivo interlobulare nel fegato delle scrofette è stata significativamente ridotta, testimonianza dell’interruzione nella formazione di tessuto connettivo fibroso. La morte cellulare degli epatociti era testimoniata anche dalla rilevazione della presenza del DON a livello del tessuto epatico. Non è stata invece evidenziata nessuna differenza a livello del tessuto epatico dei suinetti. Tali risultati indicano come la contaminazione dell’alimento con micotossine del genere Fusarium aumenta l’apoptosi, la necrosi e l’infiammazione degli animali della rimonta, ma il danno non si trasferisce ai suinetti delle stesse.

 

Dolenšek T. et al. The Influence of Fusarium Mycotoxins on the Liver of Gilts and Their Suckling Piglets. https://doi.org/10.3390/ani11092534