Valutazione nutrizionale del glutenolo, sottoprodotto dell’etanolo

La produzione di etanolo (impiegato come bio-carburante) a partire dal mais è ormai largamente diffusa in diverse parti del mondo, soprattutto negli Stati Uniti. Alcuni sottoprodotti di questa distillazione (come i DDGS ossia “distillers dried grains with solubles”) vengono impiegati nell’alimentazione animale.

Secondo stime ufficiali del 2015, circa l’8% di questi sottoprodotti viene impiegato nel settore avicolo. Nel 2015 sono stati prodotti 55,6 bilioni di litri di etanolo ottenendo circa 40 milioni di tonnellate di DDGS. Esistono differenti sistemi di estrazione dell’etanolo a partire dal mais. Recentemente è stato brevettato un processo in grado di separare le componenti della cariosside di mais (germe, fibra, proteine e amido) prima della fermentazione e senza l’impiego di solventi chimici. Questo sistema (chiamato “NextgenFrac”) consente di ottenere significative quantità di un sottoprodotto chiamato glutenolo. Si tratta di un composto ricco di proteine che potrebbe trovare applicazioni nell’alimentazione animale come parziale sostituto della soia. 

Una ricerca condotta dall’Università dell’Illinois ha calcolato il valore nutritivo del glutenolo e, in particolare, la digeribilità di alcuni aminoacidi. Sono stati inoltre osservati gli effetti dell’aggiunta di livelli crescenti di glutenolo (4%, 8% e 12%) sui parametri di performance del pollo da carne. I risultati della prova hanno evidenziato un valore di proteina grezza del 52,35 e livelli (riferiti alla sostanza secca) di metionina+cisteina, lisina, treonina e valina rispettivamente di 1,7%, 1,32%, 1,69% e 2,23%. Il glutenolo ha un valore di energia metabolizzabile di 3.256 kcal/kg di sostanza secca. Appaiono inoltre interessanti i livelli di digeribilità degli aminoacidi. In particolare, la digeribilità della metionina è di circa l’80% (contro il 69% della soia), mentre quella della cisteina è del 66% (57% nella soia). La prova condotta dai ricercatori americani ha inoltre evidenziato come l’inclusione di livelli crescenti di glutenolo (fino al 12%) nell’alimentazione del pollo da carne non determina peggioramenti dei principali parametri di performance (incrementi di peso, assunzione di alimento e indici di conversione) rispetto a diete tradizionali. Lo studio ha quindi evidenziato come questo nuovo sottoprodotto della distillazione dell’etanolo a partire dal mais possa avere un certo interesse per l’alimentazione del pollo da carne, possedendo un valore nutritivo superiore rispetto ai tradizionali DDGS e presentando alcune caratteristiche (come ad esempio la digeribilità degli aminoacidi considerati come fattori limitanti per il pollo da carne) addirittura superiori rispetto alla soia, materia prima che il glutenolo può parzialmente sostituire.

Corray S. P. et al. Nutritional evaluation of Glutenol: a co-product of ethanol production. Poultry Science. 2018; vol. 97: p. 3987-3991.